Disteso sul mare con la sua fiera e grandiosa sagoma di lievi bugne calcaree, circondato per tre lati da un fossato con funzione difensiva, il castello si presenta in tutta la sua secolare bellezza, arricchita dalla verdeggiante piazza antistante, nei pressi dell’affascinante centro storico di Barletta.
La prima struttura della fortezza fu voluta nel periodo normanno dal conte Pietro (XI sec.) e in seguito inglobata nell’ultimo ampliamento del castello del XVI secolo.
Il presidio militare serviva per controllare non solo la città, ma anche le vie di comunicazione circostanti verso Trani e Andria, fino a Canosa, vista la posizione strategica di Barletta, contesa per questo tra i sovrani del XII secolo.
Nel XIII secolo, Federico II consolida il ruolo politico della città e comincia a edificare la sua “domus”, dove spesso ha soggiornato e celebrato varie festività, corrispondente oggi agli ambienti della biblioteca civica di cui si ammirano ancora oggi le bifore ogivali decorate con le suggestive aquile imperiali, affacciate sul cortile.
Il castello fu spesso frequentato anche dal figlio Manfredi e da successivi monarchi che ne fecero una sede privilegiata e ampliarono le fortificazioni.
Con Carlo I, sul finire del XIII secolo, alle torri quadrate se ne sostituiscono altre più possenti, cilindriche e merlate, anche se l’assetto definitivo del castello, dopo alcuni rimaneggiamenti aragonesi, viene conferito da Carlo V, nel XVI secolo. Il palatium angioino e le torri vengono abbattuti, la torre maggiore normanna viene inglobata nella nuova struttura dalla superficie raddoppiata, adeguata alle ultime tecniche militari difensive. La costruzione diventa quindi quadrangolare con quattro imponenti bastioni angolari a punta di lancia, con ventiquattro cannoniere. Sulla corte si aprono diversi ambienti adibiti a magazzini, dormitori e scuderie.
Una larga scalinata viene realizzata ad arricchire il prospetto nord-est, mentre quello sud vede la realizzazione di un porticato trabeato in direzione dell’ingresso, dove poi viene ricostruita la cappella, dove ancora oggi si può ammirare, tra le altre sculture, il busto che raffigura presumibilmente Federico II.
Nella parte più profonda e nascosta, passano lunghissimi sotterranei per collegare i baluardi difensivi.
L’antico ponte levatoio ligneo è stato sostituito da uno in pietra nella seconda metà del XIX secolo.
Oggi la fortezza si offre al pubblico in tutto il suo splendore, grazie soprattutto allo scrupoloso restauro che l’ha resa un interessante centro culturale polivalente, dove trovano spazio la biblioteca, sale museali per mostre ed eventi artistici, ma anche convegni e rappresentazioni. |